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Vita nella città morta scaligera

Quando Marietta sta per iniziare la sua aria - senza dubbio il punto più famoso di tutta la Tote Stadt di Korngold - giungo involontariamente le mani davanti alla bocca, ripetendo lo stesso gesto che fa Paul sulla scena. Entrambi aspettiamo fiduciosi il miracolo che sta per avvenire: una melodia rapinosa, che non manca di commuovermi quando Paul unisce la sua voce a quella della compagna.

Klaus Florian Vogt è per me croce e delizia: una voce stupenda, pulita, educata ma priva di quel colore brunito tipico dei tenori eroici. Se dunque odio i suoi Parsifal capponeschi lo adoro in personaggi complessi, che ambiscono a essere più di quanto sono. Paul è fantoccio delle proprie emozioni, incapace di elaborare il lutto; nella vita svolge il ruolo di spettatore, mai di protagonista attivo. E' un ruolo problematico in cui Vogt è credibile; vocalmente gli riesce tanto bene da non farsi divorare dalla Marietta di Asmik Grigorian. Ammirandola nei video salisburghesi di Salome e Wozzeck mi chiedevo come sarebbe stata nell'emozione dello spettacolo dal vivo. Bene: è una di quelle esperienze che rimangono indelebili nella memoria di chi va a teatro. Tutto perfetto, voce e presenza scenica. Ogni lode è inferiore alle emozioni che dona una simile performance.

Ottimi anche Cristina Damian e Markus Werba nonchè i cantanti delle parti minori, condannati a calcare la scena con due partner stellari. Indiscutibilmente eccezionale l'orchestra, da cui Alan Gilbert ha ricavato un suono pieno, svergognatamente romantico, che non teme di riecheggiare Puccini e Guerre Stellari (ma esisterebbe Star Wars senza l'Anello del Nibelungo?).

In tutta questa mirabilia musicale il regista Graham Vick racconta - con pochissime sbavature - la storia di un fantasma che forse non è mandato dai morti, ma creato dai vivi, da Paul nella fattispecie - che alla fine si trova in una scena vuota, con visione del retropalco. Come scrivo poco più sopra il nostro deve provarsi ad essere protagonista, non più spettatore.

Pubblicato il 3/6/2019 alle 6.38 nella rubrica Sala di musica.

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