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La scatola nera di Amos Oz

Dopo anni di silenzio Ilana contatta l’ex-marito Alec per chiedergli un aiuto. Economico, ma non solo: il loro figlio Boaz è un gigante violento che ha abbandonato gli studi e non è finito in galera solo perchè alcuni amici di Michel – il secondo marito di Ilana – sono intervenuti.
Il romanzo è una successione di lettere e telegrammi che circolano tra Ilana, sua sorella, Alec, Michel, Boaz (incapace di scrivere una frase senza errori di sintassi e ortografia) e gli avvocati.
Non ho una grande passione per i romanzi epistolari. Mi rendo conto però che il libro si legge bene. Intravedo rapidamente tra le righe che i personaggi non sono esattamente come appaiono e che è sempre prematuro ed azzardato giudicare gli altri: nessuno infatti è completamente malvagio. Prima della fine del libro ognuno avrà occasione di dare il meglio di sè.
Non è buonismo, è ottima letteratura

Pubblicato il 13/5/2019 alle 6.31 nella rubrica Angolo di lettura.

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