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Ala Al-Aswani: Sono corso in riva al Nilo

Non credo che Al-Aswani abbia vita facile in Egitto. Il suo Palazzo Yakoubian descrive un paese corrotto e ipocrita, in cui la mancanza di mobilità sociale e la violenza del potere che lo regge trasforma pacifici cittadini in terroristi.
 
In questo libro (il cui titolo originale è "La sedicente repubblica") Al-Aswani prosegue con maggior ferocia la descrizione della vita in un paese arrugginito su se stesso, incapace di accettare la verità e quindi desideroso di proseguire la sua finta aderenza a precetti religiosi e civili.
 
Al-Aswani descrive i giorni della rivoluzione di piazza Tahrir - quella che noi abbiamo frettolosamente battezzato la primavera araba - e mostra che il fallimento di quei moti non è dovuto solo al fatto che i veri padroni del paese (i servizi segreti) sono rimasti al timone dell'Egitto senza cambiare sistema, ma che in fondo agli egiziani piace così, che i compatrioti di Al-Aswani sono come un cane che rinuncia alla propria libertà per un pugno di crocchette.
 
E' un romanzo duro, non solo per le scene di torture e sevizie - morali oltre che fisiche - descritte, ma per il senso di sconforto che trasmette la descrizione di un paese che non vuole cambiare, che si accontenta di essere una sedicente repubblica. Le ultime pagine, in cui si analizza la situazione egiziana (e forse di tutto il Medio-Oriente arabo, non posso non pensare a quanto sta accadendo in Algeria) sono le più interessanti, prive come sono dell'ingenua esaltazione dei rivoluzionari in erba che si immaginano alla testa di un popolo che aspetta il riscatto. E invece c'è la disillusione che prende quando ci si accorge che il popolo vuole soltanto un nuovo padrone, perchè non immagina la vita senza qualcuno che dica come ci si deve comportare e cosa si deve pensare.
 
Non viene detto cosa succede di alcuni personaggi che si sono imparati ad amare. Conta poco, visto che la vera protagonista del libro è la "Sedicente repubblica" del titolo originale, non del pastrocchio che Feltrinelli ha messo sulla copertina.

Pubblicato il 6/4/2019 alle 14.11 nella rubrica Angolo di lettura.

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