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Nozze di Figaro con elefante - Roma 2018

Se in una loro celebre comica Stanlio e Ollio avevano messo un cavallo sul pianoforte, Graham Vick posiziona in scena un elefante.
 
 
L'elefante è dipinto sulla parete della stanza della contessa e - nei due atti conclusivi - lascia mostrare solo le zampe, di cui una alzata.
 
Non mi interessa sapere quale significato, ammesso e non concesso che ce ne sia uno, si voglia veicolare con questa apparizione. Dopo pochi secondi mi sono del tutto dimenticato della presenza di questo animale. La vicenda scorre in modo del tutto indipendente dall'elefante, e questo è tutto ciò che importa in tutto lo spettacolo.
 
E dunque concentriamoci su altre cose, per esempio su una recitazione spigliata e vivace, con una caratterizzazione puntuale e indovinata, che mostra efficacemente la rete di inganni su cui si basa la vicenda (la contessa mostra platealmente al marito l'anello che il conte credeva di aver regalato a Susanna). Forse l'unico elemento forzato è la troppo esagerata balbuzie di Don Curzio.
 
In più Stefano Montanari dirige molto bene, offre un continuo saporito quanto basta, consente le giuste libertà nei dacapo e nelle cadenze. Insomma, mi sono divertito con un video ben costruito.
 
Scuoto la testa per la solita espunzione delle arie del quarto atto: ma perchè ci dobbiamo privare di anche una sola nota cantata da una compagnia tanto giovane, fresca e bravissima?
 

Pubblicato il 12/4/2019 alle 9.5 nella rubrica Opera in video.

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