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Isaac Bashevis Singer - Nemici (Una storia d'amore)

Far convivere inimicizia e amore in un titolo sembra assurdo. Ma quando si incomincia a leggere la storia di Hermann ci si accorge che tutto è possibile. Se nelle commedie di Feydeau è usuale trovare personaggi che si dividono tra due donne - moglie e amante - il protagonista di questo romanzo, Hermann, vive con tre femmine diverse.

Abbiamo ovviamente la moglie, Tamara, che era creduta uccisa da un nazista in Europa e che ricompare, come fosse un fantasma, nel bel mezzo di New York. Si aggiunge Jadwiga, una contadina polacca che ha salvato Hermann nascondendolo in un fienile. E poi c'è Masha, ammaliante fanciulla di facili costumi ma irresistibile. Hermann non riesce a fare a meno di lei.

Un ginepraio inestricabile, che sta in piedi solo perchè la povera Jadwiga è analfabeta e sempliciotta e Tamara... sa perfettamente di essere inaspettata ed indesiderata, non ha illusioni sul proprio compagno ed è perfettamente disponibile a farsi da parte.

E' un romanzo tormentato e contorto, come la vita di Hermann, del resto. E' la dura analisi della necessità di superare il trauma della Shoah, dello sterminio, delle sofferenze e delle crudeltà. Perchè è accaduto tutto questo? Dove era Dio? E con quale criterio è stata decisa la salvezza di uno e la morte di un altro? E come è possibile che gente viva, si diverta e sia felice dopo tutto quello che è accaduto?

E' un libro che non offre certezze, a cui non si deve domandare una consolazione o luce. D'altronde, siamo tutti come Marta che, quando si vede capitare di fronte Gesù Cristo, bello e azzimato, pochi giorni dopo la morte del fratello Lazzaro, gli salta addosso e gli domanda dove cavolo si fosse cacciato quando c'era bisogno della sua presenza.

Pubblicato il 24/2/2019 alle 13.50 nella rubrica Angolo di lettura.

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