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L'angolo del mondo di Mylene Fernandez Pintado

Una professoressa universitaria accetta a malincuore di scrivere la presentazione del libro di un esordiente. Molto presto nasce però tra i due una storia d'amore tanto intensa quanto breve: il giovane scrittore infatti parte per Madrid senza che la professoressa trovi il coraggio di lasciare Cuba.
 
E' questo elemento a distinguere il romanzo di Mylene Fernandez Pintado da una versione caraibica de "L'amante" di Marguerite Duras - per altro citata alla fine del libro. Il vero fulcro della storia è il rapporto dei cubani con l'estero.
 
Per uno dei personaggi della Pintado basta lavorare all'ufficio emigrazione per soddisfare la sete di viaggi in un paese dove l'espatrio è reso difficile sia dalla dittatura che dalla mancanza di denaro. La faccenda però appare subito molto più complessa: ognuno conosce persone che hanno fatto il viaggio al di là dal mare, spesso di sola andata, talvolta con un ritorno in patria pieno di disillusione sia verso un primo mondo che non ha mantenuto le promesse di un allettante di benessere ma anche nei confronti dell'Avana che appare cambiata rispetto all'immagine che se ne portava nel ricordo.
 
Mi chiedo se anche Mylene Fernandez Pintado cada nel medesimo miraggio degli altri esuli di cui parla e se la Cuba che lei descrive sia davvero tanto affascinante come ce la dipinge. In fondo non mi importa se un a luogo letterario corrisponda realmente una entità reale: la vera arte in quanto trasfigurazione di ciò che conosciamo non può che trasportarci in un immaginario bello e - va da sè - lontano.

Pubblicato il 9/6/2018 alle 7.57 nella rubrica Angolo di lettura.

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