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Spiritualità ed astrazione alla fondazione Riccardi (Rivanazzano)

Bisogna imitare le persone brave ed intelligenti, mi dice Riccardi, il vulcanico responsabile della fondazione rivazzanese Artart. E l'idea di questa mostra gli è venuta pensando a un'esposizione basilese realizzata molti anni fa da Beyeler. Nelle stanze della sua villa di Rivanazzano Riccardi ha messo fianco a fianco opere contemporanee e lavori etnici provenienti da collezionisti di Lecco, Pavia e Milano.
 
Talvolta i riferimenti tra le opere esposte non sono immediatamente comprensibili, forse - come ammette lo stesso Riccardi - sono anche stiracchiati. In altri invece esistono delle corrispondenze impressionanti. Per esempio un uomo che con le mani nasconde il proprio volto per la vergogna/pentimento legato a un incesto compiuto si trova a fianco di un lavoro contemporaneo in cui due figure - che per altro rimandano al mondo delle stele di Lunigiana - sono in un identico atteggiamento. O anche due lavori realizzati con materiali simili
riccardi
 
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Dialoghi tra culture che - causa un mondo che sta rimpicciolendo - si trovano sempre più vicine e a contatto. E in un'epoca dove la paura per lo straniero è sempre più intensa mi interessa più notare che, al di là delle nostre storie ed esperienze, tutti noi bagniamo in un comune humus sentimentale, abbiamo la stessa necessità di esprimere sentimenti ed idee comuni alla nostra umanità. Ed in fondo noi occidentali non siamo molto diversi dagli umili artigiani africani. Le statue antropomorfe etiopi che debbono proteggere l'uomo addormentato hanno la stessa funzione rassicurante delle graziose e flessibili signorine raffigurate in una posa tranquilla da cui gli incubi notturni sono banditi.
 
Aperto fino al 17 giugno 2018.

Pubblicato il 5/6/2018 alle 6.11 nella rubrica Lo stato dell'Arte.

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