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Un anno in giallo con Sellerio

Vista la popolarità del genere giallo, Sellerio è sicura di piazzare un colpo vincente con questa antologia di dodici gialli brevi, uno per mese, affidati alle penne più celebri della propria scuderia.

Camilleri rispetta appieno le mie aspettative: cinquanta paginette di dialettismi siciliani su una trama che verrebbe rifiutata anche dalla Settimana Enigmistica. E neppure mi entusiasmo per l'agostana vicenda di un Erdogan sofferente di epilessia.

Molto meglio il biblioterapeuta di Stassi, come pure Savatteri, entrambi divertenti nel gusto della citazione e del gioco meta-romanzesco. Con questi autori siamo un po' spettatori un po' protagonisti di questa Italia contemporanea che cerca nei telegiornali e nel quotidiano la continuazione dei brividi provocati dalla letteratura gialla. Ugualmente piacevole il modo con cui Recami (ottobre) ammicca al proprio collega Piazzese cui Sellerio ha affidato il mese di novembre. Niente male anche il "Divo di Ballarò" che nel mese di luglio mostra di nuovo il corto circuito tra il sognato mondo dei vip e la squallida realtà in cui si è costretti ad annaspare. In questo caso non è la vicenda poliziesca ad interessare ma l'analisi della società. Un poco lo stesso discorso che potrei fare per il racconto di Simonetta Agnello-Hornby, cui forse sta un po' stretta la categoria giallo, e che presenta un rapido sguardo nella realtà della periferia londinese.

Per essere un'operazione di marketing il libro è molto piacevole e merita la lettura.

Pubblicato il 1/6/2018 alle 6.13 nella rubrica Angolo di lettura.

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