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George Benjamin - Written on Skin

La novella di Guglielmo di Rossiglione che offre in pasto alla moglie il cuore dell'uomo con cui la donna lo ha cornificato è la base da cui origina quest'opera di George Benjamin. Qui l'innamorato è un miniatore - da cui il titolo che parla di scrivere sulla pelle. La tresca nasce quando la donna sfida l'artista a dipingere una donna vera. La tensione erotica sale molto rapidamente, la musica del primo duetto amoroso è torridamente carezzante, si avvolge come una spira attorno ai protagonisti.
 
Non mi spaventa una serata di musica atonale. Ci sono abituato e ritengo anzi che il supporto di canto ed immagini renda ancora più facile comprendere il flusso narrativo. E' un lavoro fondato su una storia appassionante, tutto sommato semplice e prevedibile - quanti amori infelici costellano la storia del teatro in musica? E' semplice per chiunque comprendere la vicenda, entrare in sintonia con i personaggi e percepire come la musica racconti la loro evoluzione.
  
Al mio primo ascolto questo Written on Skin mi ha conquistato. E' bellissimo, elettrico, emozionante. Novanta minuti - più o meno come un Wozzeck - o come un film - da cui è bandita la noia. Bisognerebbe darlo alla Scala la sera di Sant'Ambrogio, anche regalando i biglietti. Forse si andrebbe in perdita dal punto di vista economico immediato ma si guadagnerebbe sul lungo termine un pubblico che non immagina quanto la musica di oggi sia vitale e che i compositori contemporanei non hanno alcun nesso con le  cefalee.
 
Il video è stato realizzato a Aix-en-Provence in occasione della prima esecuzione di quest'opera. Dirige lo stesso Benjamin, circondato un gruppo di solisti che è poco definire stellare. Purves, Hannigan e Mehta (Bejun) sono il trio di protagonisti. Non è una novità che cantino bene... però mi sento consolato all'idea che padroneggino con tanta sicurezza un testo nuovo e verosimilmente neanche tanto semplice.

Pubblicato il 18/5/2018 alle 7.22 nella rubrica Opera in video.

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