Blog: http://SottotettiGiuseppe.ilcannocchiale.it

Amor Towles - Un gentiluomo a Mosca

Finito nel tritacarne dei processi staliniani, il conte Alexander Rostov vede commutare la propria condanna a morte negli arresti domiciliari all'interno dell'Hotel Metropol. Seguiamo questo nobiluomo nella sua prigionia, attraverso gli anni di Stalin, della guerra e dell'avvento di Kruscev. Conosciamo tutti gli anfratti di questo albergo mirabile, il più bello di tutta Mosca, a pochi passi dal Bolscioi e dalla piazza Rossa. Sopra tutto però conosciamo questo imprevedibile Alexander, ricco di idee e poliedrico, intelligente conversatore, uomo affabile e raffinato, in grado di fungere da capo-cameriere, sarto e fin anche istruttore di inglese per un importante funzionario di partito.

E' un romanzo molto godibile e divertente, che appassiona. Towles ammicca in continuazione al mondo della letteratura russa, al guazzabuglio della nomenclatura dei personaggi dei libri russi (ognuno con tre nomi più una sfilza di diminutivi, così che il povero lettore dovrebbe costruirsi un albero genealogico dei personaggi per riuscire a capire di chi si sta parlando), ma anche con caratteri che sembrano uscire dai romanzi della grande letteratura (Nina che segue il compagno deportato in Siberia mi rievoca per esempio Resurrezione). Si gioca con i punti di forza e debolezza del mondo russo. Russo, non sovietico. Sembra che Towles veda il mondo sovietico come una delle tante incarnazioni possibili alla russicità. Un mondo così particolare e idosincratico, che adora il duello e l'autodistruzione che - ne siamo certi - ci ha dato molto di più che Tolstoj, Cajkovskij e il caviale.

Un testo consigliabile con cui si trascorreranno ore di totale di diletto.

 

 


Pubblicato il 23/7/2017 alle 7.55 nella rubrica Angolo di lettura.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web