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Caravaggio e Monteverdi - Cremona

caravaggio
 

Il punto culminante della mostra è un dipinto di Caravaggio in cui un giovane vestito di bianco è intento a suonare un liuto non molto dissimile da quello che è esposto in una delle vetrine del museo. Davanti a lui un brano di musica, un violino e una natura morta di frutta e fiori. Penso a un'allegoria dei cinque sensi: il musicista pare troppo giovane per essere un cortigiano. Il personaggio ritratto da Caravaggio è comunque raffinato, l'abito bianco può far pensare a una ricreazione dell'antico. Un po' quello che si cercava di ottenere con il nuovo genere di teatro in musica.450 anni dalla nascita di Monteverdi. Di tutta la sua vasta produzione i curatori della mostra hanno tenuto presente il solo Orfeo. Non a torto. Monteverdi vi ha inventato tutto quello che noi ci aspettiamo dal genere operistico: arie, concertati, recitativi... ci sono perfino i leit-motiv. E neppure mancano delle indicazioni precise su quali strumenti debbano intervenire in un preciso istante. E' quello che noi chiamiamo orchestrazione.

Ecco perchè, incastonati nel quadro del museo del violino, si trovano esposti gli strumenti usati nell'Orfeo. Forse sarebbe bello anche ascoltarli, mentre le sale sono invase dalla ripetizione in fase alla Steve Reich della Toccata e del Lasciate i monti... La mia audioguida è anche desolatamente silenziosa, penso con invidia al museo degli strumenti meccanici di Utrecht che riesce a farci ascoltare i suoni senza creare la cacofonia. In fondo però c'è una sala video in cui scorre l'allestimento della Monnaie con Rene Jacobs, una bella celebrazione dello spirito del divino Claudio.

La mostra chiude il 23 di luglio 2017.-

Pubblicato il 9/7/2017 alle 18.36 nella rubrica Diario.

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