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Swarovski: Mondi di cristallo a Wattens

Un outlet aziendale di Swarovski si è trasformato in attrazione museale di tutto rispetto che può lasciare qualche impressione alle orde vomitate dagli autopullman-con-guida-parlante-italiano.
 
Il "gigante" che accoglie il visitatore è tanto appariscente quanto brutto con il suo faccione rotondo dalla cui bocca esce una fontana di acqua. L'interno di questa struttura offre installazioni ed opere affatto interessanti, da una stele di Keith Haring per un'Aida alla Ambient music di Brian Eno. C'è spazio per la fantasia ed il sogno in una lunga serie di variazioni sul tema del cristallo.
 
Un elemento costantemente presente é il riflesso: gli specchi moltiplicano gli spazi e fanno entrare il fruitore nell'opera d'arte. É il gioco del Duomo di cristallo, ma anche della foresta incantata di Eden in cui mi é parso di muovermi nell'ultimo Parsifal realizzato da Wolfgang Wagner. Poi non tutto è eccelso: mi sono trovato in una Wunderkammer tanto colorata quanto pacchiana e in un teatro meccanico molto reminiscente di una tintoria.
 
É certamente utile la sezione, subito prima del negozio, in cui si traccia la storia della Swarovski ed in cui vengono esposte alcune curiosità: parure teatrali, tra le quali una corona destinata ad Elton John, e oggetti creati da stilisti.
 
Non mancano interessanti sorprese all'esterno, con una nuvola iridescente di cristalli su un lago artificiale costellato di steli che si chiudono con bacche rosse, uno spazio giochi architettonicamente molto armonioso ed originale che giustifica che un bimbo scali la Griglia cristallina di Werner Feiersinger come se fosse un balocco.
 
Mi piace pensare che quel piccolo abbia capito meglio di tutti noi il senso dell'arte.

Pubblicato il 23/6/2017 alle 17.5 nella rubrica Lo stato dell'Arte.

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