Blog: http://SottotettiGiuseppe.ilcannocchiale.it

Elektra dal vivo con Birgitt Nilsson a Vienna nel 1965

Ascoltiamo il verso "Der jauchzt und kann sich seines Lebens freun!" con i due acuti sulle parole jauchzt e freun (rispettivamente esulta e rallegrarsi). Quanti soprano oggi sono in grado di cantare perfettamente questa parte? o di esprimere con tanta facilità una gioia così sovrumana da condurre a morte chi la prova? Noi ci accontentiamo di letture in cui l'approssimazione viene scambiata per espressività (vero, Evelyn?). Birgitt Nilsson invece scala questo Everest del canto sopranile come se si trattasse di una passeggiatina in pianura. La Nilsson sa essere eroica, sublime ed alta e subito dopo scivolare nel lirico (si veda il passaggio impressionante da "aus des Hauptes offner Wunde" all'improvvisa schiarita di "Ich will dich sehn"). Il dialogo con Clitennesta si apre con un semplice tono di conversazione familiare e pacato: la madre viene attirata in trappola dalla pacatezza con cui la figlia la affronta. E dopo, poco alla volta, ci conduce all'ironia, al dileggio ("Mit einem ungeweihten" contiene l'accenno di un sorriso diabolico). E si sfocia nella violenta evocazione della vendetta. Dopo un simile climax espressivo sembra innocua la terribile musica che descrive il momento in cui Clitennestra apprende la morte del figlio.

E a proposito di trappole: com'è bello il dialogo tra Elektra ed Egisto - interpretato stavolta non da un caratterista ma da Windgassen, bello e sublime, grande anche quando deve impersonare un ignobile vigliacco.

Si potrà obiettare che la Rysanek ha una voce troppo simile a quella della Nilsson così che Crisotemide si differenzia poco dalla sorella. Però ne avessimo oggi di cantanti così.

Una registrazione monofonica, dal vivo. Non certo in grado di competere per qualità audiofila con la stereofonia del Bohm DG o del mitico Solti (Decca). Però secondo me qui Bohm appare meno monodimensionale: questa Elektra è molto variegata nei colori e soprattutto nelle istanze interpretative. Non si tratta insomma di un urlo di 90 minuti, ma di un attento viaggio in una psiche che per quanto monomaniacale presenta molte sfumature di espressione.


Pubblicato il 10/6/2017 alle 15.7 nella rubrica Registrazioni storiche.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web