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César Franck sull'organo di Voghera (PV)

Emanuele Carlo Vianelli non nasconde la propria simpatia per questo organo che gli piace ancora più di un Cavaillé-Coll e conclude il concerto con una filippica infervorata contro la demolizione di questi organi novecenteschi a favore del "falso antico". Non ho osato chiedere cosa pensa degli organi rigorosamente bachiani e della filologia, ma il gusto spietatamente romantico con cui ha affrontato il concerto, l'edonismo sonoro, il godere delle possibilità orchestrali di questa musica è più eloquente di ogni discorso. C'è la piena adesione alla poetica di Franck, a un mondo che oggi è di moda considerare con sufficienza, come se romantico fosse una parolaccia. E' un repertorio da noi negletto e considerato con una certa sufficienza - più per sentito dire che per conoscenza diretta e perciò trovo incredibile che in una cittadina di provincia si proponga un simile programma e si prometta adddirittura una stagione di concerti in cui analizzare il lascito del mondo francese al repertorio organistico.

Pubblicato il 30/5/2015 alle 15.30 nella rubrica Sala di musica.

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