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Julia Jones - Il flauto magico - ROH 2017
3 aprile 2021
Julia Jones adotta dei tempi velocissimi: tutta l’opera dura due ore e venti, parlati compresi. Non sento la necessità di una maggiore distensione. Penso anzi che l’aria di Pamina assuma una desiderabile compostezza rassegnata e priva di sentimentalismi.

Dal punto di vista registico questo Flauto magico sembra di primo acchito stupido. Si rinuncia a interpretazioni e aggiornamenti cronologici, ci si limita a seguire il testo di Schikaneder. Monostatos è un Nosferatu che rinuncia a definirsi nero per adottare un politicamente meno scorretto schiavo, Papageno entra in scena cantando l’incipit della Schöne Müllerin. La sorpresa però è nel finale, quando Sarastro si riprende il flauto magico e abbandona la scena: rimane il coro di uomini e donne normali (Naturmenschen, direbbe Papageno) che – una volta tratta la morale di questa storia – debbono vivere la loro esistenza autonomamente, sulle proprie gambe, senza ricorrere a aiuti sovrannaturali.

Un bello spettacolo che va al sodo, efficace e piacevole.




permalink | inviato da SottotettiGiuseppe il 3/4/2021 alle 9:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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