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SottotettiGiuseppe
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Passeggiata romanica in provincia di Alessandria
15 aprile 2019
A metà del percorso che congiunge Tortona al Monte Giarolo, sul versante piemontese degli Appennini giungo a Fabbrica Curone. Quattro case che circondano una chiesa romanica, fatta con la stessa pietra scura che contraddistingue il borgo. L'edificio è molto grande rispetto al villaggio. Si capisce che questo centro - sito alla medesima altezza della Varzi del lato lombardo - deve aver avuto per un certo periodo una notevole importanza strategica. Poi... si sa come vanno le cose, la vicina Brignano, con il suo castello appollaiato a metà costa deve aver preso il sopravvento rispetto a Fabbrica.
Il portale racconta la vittoria del bene sul male senza usare immagini antropomorfe, un linguaggio evidentemente più comprensibile a popolazioni di recente conversione, ancora intrise di paganesimo. All'interno trovo una grande stratificazione di epoche: all'inizio della navata destra il pezzo più interessante della chiesa, una pala d'altare (I misteri del Rosario) incorniciata da stucchi barocchi; la volta è settecentesca e le decorazioni sono del XIX secolo. Come direbbe Proust, la chiesa si estende in una quarta dimensione, quella del tempo.
Se voglio un ambiente stilisticamente più omogeneo debbo correre a Viguzzolo, ormai in pianura. La pieve locale è stata restaurata lo scorso secolo per assumere l'austero aspetto di un romanico puro e raffinato, si notino le decorazioni della facciata.
All'interno un Cristo dal collo esageratamente lungo che deve nascondere un meccanismo grazie al quale il Crocifisso muove la testa: la locale inquisizione usava questa statua per emettere le sue sentenze. E ancora oggi il pubblico emette grida di stupore di fronte a questo Gesù mobile.
Ben altri motivi di stupore mi riserba la cripta, sorretta da colonnine anteriori alla pieve con dei primitivi capitelli a forma di tronco di parallelepipedo. E' un'immersione in epoche lontanissime, in cui l'intenzione conta molto più di quanto i poveri artisti riuscivano a combinare.
La passeggiata romanica mi conduce infine a Castelnuovo Scrivia. Sono quasi le cinque e l'imminente Rosario mi impedisce di soffermarmi all'interno della chiesa. Un'ultima cena rinascimentale nella cappella lunga varrebbe una visita approfondita. Mi fermo in compagnia di una volonterosissima guida a rimirare un drago-demonio infantilmente spaventoso che viene ucciso da San Giorgio e alcuni capitelli ritrovati in un pollaio. Uno di questi reca la firma di un certo maestro Alberto. E' la stessa persona che ha indicato la propria identità sul portale d'ingresso. Se un paio di ore prima a Fabbrica Curone avevo una storia di animali simbolici, qui sono alle prese con un boccoluto Sansone che apre la bocca ad un leone. Sul sagrato della Chiesa mi viene raccontata la storia di questo paesino, che tenta di dotarsi di un Museo Civico e che avrebbe avuto un centro medievale di tutto rispetto se solo ci fosse stata la consapevolezza del valore del proprio passato.



permalink | inviato da SottotettiGiuseppe il 15/4/2019 alle 3:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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