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Alessandria scolpita – ma non solo
4 marzo 2019

E’ frequente la rappresentazione del compianto di Cristo: figure in lacrime raggruppate attorno a Gesù morto. A Palazzo Monferrato (Alessandria) ne è esposto uno proveniente da Castellazzo Bormida.

Giuseppe d’Arimatea è una colonna rigida che tiene in mano i chiodi come se fossero dei fiorellini. Sono figure squadrate, rigide e stereotipe. Dato che i tarli hanno consumato i basamenti, le statue si reggevano in piedi appoggiandosi tra di loro o – al più – alle pareti della cappella in cui si trovano. Il gruppo ha subito un importante restauro, per altro non ancora terminato. E’ un gruppo semplice, ma non per questo poco espressivo.

Nella stessa sala altri due “dolenti” (verosimilmente un Giovanni e Maria ai piedi della Croce) mostrano una sensibilità ben più forte e teatrale, anticipando un altro compianto proveniente da Serravalle, meno naif ma non meno impressionante dal punto di vista psicologico: notevole lo sguardo che d’Arimatea scambia con il Cristo morto – un “uomo, piangi il tuo grande peccato” ma anche la consapevolezza che solo guardando il volto del Salvatore è possibile la redenzione dell’uomo

Questa forte sensibilità trova il suo culmine nelle stupende sale dedicate al pavese Del Maino – per me una scoperta importante. Non a caso è sua la statua scelta per la locandina dell’esposizione. Sono molte le curiosità degne di nota in questa mostra. Si parte da un curioso Cristo multi-uso che grazie alle braccia snodabili può fungere da Crocefisso o da gisant per le processioni, si prosegue con una Madonna a scrigno di cui si può aprire il petto così da vedere un Pantocratore e un’Annunciazione. E si conclude poi con due porte intarsiate provenienti da Savona e con un rilievo ligneo di Bosco Marengo. E se mi stufo di vedere sculture ecco il trittico di Gandolfino da Roreto, proveniente da Quargnento Mi piace moltissimo quel san Pietro Martire che – se non fosse per la scure che gli fende il capo – potrebbe figurare in un Vogue rinascimentale. E la Madonna, con il suo volto grazioso, sembra la sorella della ragazzina raffigurata nel dipinto – del medesimo autore – proveniente dai musei di Palazzo Madama. I dipinti e le statue esposte in questa mostra – aperta fino al prossimo 5 maggio – permettono di conoscere un territorio affatto ricco di espressioni artistiche di valore.



permalink | inviato da SottotettiGiuseppe il 4/3/2019 alle 8:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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