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SottotettiGiuseppe
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Le "quattro" sorelle di Cechov
17 gennaio 2019
Ho rivisto un vecchio filmato delle Tre sorelle di Cechov.
Lo ho fatto tenendo ben presente che Nabokov, nel suo romanzo "Ada", sostiene che le sorelle in realtà sono quattro.
Immagino che la D'Artagnan della situazione sia Natalia, giovane che si presenta come una stupida ma che in seguito persegue con decisione e spietatezza i propri obiettivi. Simile al cuculo, si è installata nel nido delle cognate per cacciarle da esso. Alla fine, la vittoria è sua: padrona della casa, con progetti di abbattere questo giardino dei ciliegi. Non è che Natalia sia analoga a Zeno Cosini? Una persona che finge di essere tonta per nascondere i propri reali obiettivi? Ha eliminato la serva che, a causa dell'età, ora dovrebbe essere servita, lasciandole seguire Olga - direttrice suo malgrado; Irina fugge per diventare maestra. E Mascia si ritira con il marito insignificante, insegnante limitato, felice cornuto - non meno fallito dello sposo di Natalia, diviso tra bottiglia e gioco.
Gli idealisti hanno lasciato - il comandante parte per una nuova guarnigione, il barone è sepolto come Lensky.
Se ne va anche il dottore beone, uno di quei simpatici gaglioffi di cui è piena la letteratura russa. Ma lui pensa - di qui a un anno - di tornare da pensionato. Ne vale la pena? Di tutto il mondo che egli lascia oggi non sarà rimasto nulla. Se non la sorellastra-cuculo, che forse è l'unica ad aver capito come gira la vita, che bisogna cioè essere egoisti e cinici. Forse mi sbaglio... ma con il dottore potrebbe formare una coppia formidabile.



permalink | inviato da SottotettiGiuseppe il 17/1/2019 alle 8:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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