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Lotta agli insetti molesti: Lohengrin Bayreuth 2018
1 agosto 2018
Krethina Wagner ha avuto un'idea che può risollevare le sorti di molti teatri lirici: perchè non inserire gli sponsor dentro lo spettacolo?
 
Il pubblico ritrova sulla scena i fastidiosi insetti che lo hanno tormentato nell'arsura di questa estate francone. Non c'è alcun logo pubblicitario esplicito, ma la luce azzurrina che circonda tutti, lo stesso colore della tuta da uomo del gas di Lohengrin suscitano l'immediato collegamento con le piastrine del Vape. E anche nel terzo atto il giallo e l'arancio della dimora di Elsa e Lohengrin evocano il logo dell'Autan.
 
Bisogna ammettere che il pubblico non sembra aver manifestato alcun particolare fastidio per questo allestimento. Non capisco perchè: le scene sono brutte come sempre, i costumi trasudano il solito cattivo gusto. Non si può neppure parlare di movimenti scenici sballati, visto che cantanti e coro più che insetti sembrano dei sedani.
 
Mi spiace molto per la nipotina Wagner: lo spettacolo è partito con il piede sbagliato. Il forfait di un tenore in disarmo che neppure conosceva la parte ha fatto piombare un polacco con una voce bella, rotonda, davvero eroica, che incarna perfettamente il protagonista. Un disastro per la bella Krethina. Non le va meglio con Elsa e Ortruda le quali hanno superato le difficoltà della parte, se pur con qualche ammaccatura (ma la Foster non sa cantare neanche all'inizio di carriera, figuriamoci all'età della Meier). Katharina aveva posto molte speranze in Konieczny, un basso che riesce sempre ad essere mediocre, ma che qui è riuscito a farmi ricordare Siegmund Nimsgern nei suoi momenti meno peggiori.
 
E poi c'è Thielemann. Mi sono messo a ridere quando - sul finire della sezione centrale della marcia nuziale - ha esposto con molto sentimento ed enfasi la stupenda frase affidata al corpo degli archi. Si sentiva che ci prendeva gusto, tanto da rallentare sensibilmente il tempo. Un erroraccio! In partitura Wagner si limita a chiedere un tempo più lento per la parte centrale, senza prevedere un ulteriore allungamento dei tempi.  Petrenko si sarebbe adeguato a questa indicazione. E tanto per cambiare avrebbe avuto ragione. Però... come era bello quel rallentando. Non ci rinuncerei per niente al mondo.

 




permalink | inviato da SottotettiGiuseppe il 1/8/2018 alle 19:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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