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SottotettiGiuseppe
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Sono tornato: il Duce piomba nel XXI secolo
7 luglio 2018
Dal cespuglio di un giardino pubblico romano sbuca, in uniforme e fez, il Duce, Benito Mussolini. Ha ancora ai piedi la corda con cui è stato legato per venire appeso a piazzale Loreto. Ma si disfa in fretta di tutto questo. Esattamente come, una volta resosi conto di essere nel 2018, studia gli ultimi settant'anni e passa di storia patria per potersi integrare nella nostra epoca.
duce
 
Non fatica per niente: noi italiani siamo - parola sua - analfabeti oggi come allora. Il regista accosta i volti di vari politici, pure ancora in servizio attivo, a quello del Duce; conduce il nostro in viaggio per la penisola a raccogliere lamentele e proposte. Gli unici che sembrano freddi sono paradossalmente i neo-fascisti. Ma quando approda in televisione ("Ottimo strumento di propaganda", "Ma qui ci sono solo cuochi?") Mussolini spopola. Straniante l'inizio del talk-show in cui Benito rimane a lungo in silenzio: la nostra epoca disabituata al silenzio è esterrefatta all'idea di osservare per molto tempo una persona del tutto muta - che per altro, se guardiamo attentamente i filmati Luce, sapeva usare molto bene anche le pause per comunicare con la folla.
 
L'audience del talk-show comico e satirico non differisce dalla folla oceanica di piazza Venezia. E ovviamente crea altri imbarazzanti parallelismi tra comicità e politica
 
Mi aspettavo che prima o poi il Duce sarebbe ritornato da dove è venuto. Invece il film ce lo mostra passare trionfale per le strade di Roma, salutato romanamente ed osannato.
 
Una finzione?
 
Alcuni anni fa alla fortezza di Salisburgo gli attori in pausa di un film ambientato negli anni '30 allontanavano infastiditi ed imbarazzati i turisti che volevano una foto con il soldato nazista. Ignoranza? Indifferenza morale? Stupidità? Delusione per una democrazia che non riesce più a soddisfare i nostri desideri - giusti o sbagliati che siano?
 
Questo "Sono tornato" è un film che mi ha lasciato la bocca amara. Profetica la scena in cui la vecchia con l'Alzheimer riconosce il Duce e - da sopravvissuta alle persecuzioni razziali - gli vomita in faccia tutto il suo disprezzo e odio. Ma noi capiamo quello che è stato il fascismo? Tutto quello che è successo nel Ventennio? Stiamo con la vecchia o con gli ilari compatrioti a braccio alzato?
 
Non è possibile che sia un film, per quanto ben realizzato, a farci fare i conti con il passato - e con questo presente. Però può metterci di fronte a uno specchio. E non è colpa sua se ci propone un'immagine niente affatto lusinghiera.



permalink | inviato da SottotettiGiuseppe il 7/7/2018 alle 5:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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