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SottotettiGiuseppe
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Il 1882 nel diario di Cosima Wagner
27 marzo 2018
La vigilia della creazione di Parsifal Wagner mugugna nel sonno "me ne vado... soffro...". Le sue condizioni di salute sono di molto peggiorate dall'inizio dell'anno, quando - seppur con tanta fatica - aveva comunicato sulle note della marcia di Tannhauser il compimento dell'orchestrazione.
 
Il 22 maggio Blandina scoppia in lacrime all'idea che è l'ultima volta che festeggia il compleanno con il patrigno: è difficile dire se a questo pianto si mescoli la previsione del matrimonio con Biagio Gravina, programmato per l'estate prossima, o il presentimento che la salute di Wagner è in declino tale da rendere improbabile un altro compleanno. Del resto anche il maestro, partendo per Venezia, sente che non rivedrà più il suo cane.
 
Wagner ha l'atteggiamento di un malato terminale: insofferente verso tutte le piccole contrarietà che un tempo avrebbe affrontato senza batter ciglio, deluso ed amareggiato dalle fatiche necessarie per un allestimento che - ovviamente - non può essere all'altezza di quanto aveva immaginato componendo la sua opera. E per giunta il Re di Baviera, per il quale fa costruire l'avancorpo del teatro - destinato ad evitare al sovrano il contatto con i vili meccanici - neanche si prende la briga di venire a Bayreuth, preferisce giocare al Re Sole in qualche sua residenza.
 
Di rado Wagner presenzia a una rappresentazione intera di Parsifal, preferisce mangiare da solo mentre la moglie infaticabile si occupa di tutto, immagine della signora di ferro che si impadronirà di Bayreuth dopo la sua morte.
 
E' come se durante questo festival del 1882 l'anziano compositore avesse la visione del mondo che verrà. Un mondo che non sembra piacergli molto.




permalink | inviato da SottotettiGiuseppe il 27/3/2018 alle 13:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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