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Daniele Gatti dirige Salome ad Amsterdam
5 luglio 2017
Malin Byström ha il fisico necessario per essere credibile come principessa di Galilea. Nel finale però si avverte che la voce si avvicina pericolosamente ai limiti di sicurezza. Su "Tetrarch, Tetrarch, befiehl deinen Soldaten" la nostra sputa un grido disperato che mi indignerebbe in una registrazione audio ma che in un simile video mi fa sobbalzare in uno spasmo emozionato.
 

Il regista Ivo van Hove ha previsto tutto, anche la mimica facciale dei cantanti. Qualche minuto prima una quasi impercettibile smorfia del labbro ha mostrato che perfino Erodiade (Doris Soffel) è scandalizzata dalla perversità della figlia, abbiamo visto il povero Erode (Lance Ryan) sbracciarsi con le sue manone nel tentativo di convincere la figliastra a desistere dal chiedere la testa di Jokhanaan (Evgenyi Nikitin). Adesso ogni movimento, ogni piega del volto di Salome è un tassello che ci chiarisce una nuova tessera del carattere di questa perfida creatura.Chi non avesse capito dalla musica che la danza dei sette veli ha come obiettivo non il vecchio politico irretito da un'astuta adolescente ma il carismatico profeta tatuato, si è visto sullo sfondo la proiezione di una danza tra Jokhanaan e Salome. Negli ultimi venti minuti dell'opera non la macabra testa ma tutto il corpo insanguinato del Battista, in una macchia di colore che invade la fantasia e fa rabbrividire anche in questa estate canicolare.

Grandissimo teatro, emozionante, vivo. La storia convince e parla ai nostri cuori.

Non c'è un momento di debolezza, neppure a livello dell'ultimo comprimario. Ma sopra tutto c'è Daniele Gatti, secondo me il vero eroe di questa registrazione.

Perchè mai un "forte" straussiano deve scatenare terremoti degni della distruzione di Atlantide? E' vero che il primo interludio orchestrale mi era parso leggermente sotto-tono, ma con il procedere della lettura mi sono reso conto che Daniele Gatti non è interessato a distruggere le nostre orecchie sotto decibel di ottoni scatenati. Anzi, abbassare il volume dell'orchestra gli permette di evidenziare la luce della trama sonora e di far notare quanto ad esempio Alban Berg debba alla lezione del grande Strauss.

E' una lettura molto contrastata, dai contorni nitidi e precisi, che mostra chiaramente tendini e nervi di quella che al tempo era la punta di diamante dell'avanguardia musicale. Dopo questo ascolto la Salome non sarà più per me la stessa cosa.

 




permalink | inviato da SottotettiGiuseppe il 5/7/2017 alle 13:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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